Solitamente i bambini iniziano a percepire la propria diversità verso i 6-8 anni, momento in cui il confronto sociale si fa più intenso e le capacità metacognitive iniziano a svilupparsi maggiormente. L’espansione della mente che avviene intorno a questa età permette a molti bambini con Sindrome di Asperger, prima completamente persi nel loro mondo, di confrontarsi con la realtà sociale più ampia e quindi, purtroppo, di soffrire nel confronto. L’età delle elementari sembra la fascia in cui è più semplice comunicare una diagnosi. I bambini iniziano a sentirne la necessità e a porsi domande, hanno sufficienti capacità per comprenderla (con i giusti mezzi linguistici) e ancora non si sono costituiti un’idea particolarmente radicata di se stessi.
Arrivati al periodo dell’adolescenza, come mostrato da alcuni studi, i ragazzi hanno spesso un forte desiderio di uniformarsi agli altri ed un vero “terrore della diversità”. In questa fascia di età è complicato parlare di Sindrome di Asperger e bisogna fare attenzione, può essere più efficace parlare di tratti e di singole caratteristiche. Quello che è importante è identificare le aree che necessitano di supporto, ad esempio potrebbero non accettare la diagnosi ma essere in grado di ammettere: “mi danno molto fastidio i suoni alti”, oppure “trovo difficoltà a capire le persone quando parlano tutte insieme”. Alcuni genitori e professionisti non vogliono comunicare la diagnosi per paura che venga usata dal bambino come giustificazione per un comportamento non adeguato al contesto. Altri la usano proprio per giustificare tali comportamenti! La diagnosi non è una scusa. La diagnosi è una spiegazione che, una volta accettata, permette di comprendere il punto di partenza per superare le proprie difficoltà facendo leva sui propri punti di forza. Un’altra resistenza alla comunicazione della diagnosi e la paura che il bambino sia etichettato come disabile e le persone lo possano trattare differentemente. Questa è una preoccupazione ragionevole, ma è importante che insieme alla spiegazione della diagnosi al bambino si spieghi anche a chi parlarne e in che modo parlarne.
Per gli adulti il discorso è diverso e il percorso di accettazione della diagnosi assume le caratteristiche di una specie di illuminazione.