Ognuno ha dentro di sé un decalogo, un codice, un insieme di voci che dettano legge, cioè indicano il da farsi, come rispondere, cosa scegliere o dove rivolgere l’attenzione. Un Asperger è costretto ad ascoltare mille e mille istanze che gli parlano, caoticamente, senza presentare i temi in ordine di importanza. Un continuo mormorio gli proviene da dentro, insistente e invadente. In più resta da capire ciò che gli altri si aspettano. In questa disarmonica polifonia si combatte la sua disordinata battaglia.
Più di chiunque altro ha bisogno di capire ed essere capito da chi gli si fa incontro.
Tratto da Gatta ci cova? (#iosentodiverso)
Dedicato ai genitori
Comprendere una caratteristica chiave dello stile cognitivo nell’autismo: l’iperselettività, un’estrema sensibilità ai particolari e la conseguente difficoltà a generalizzare un apprendimento.
Perché Simone parla con l’educatore e non lo fa con la mamma? Perché Anna mangia lo yogurt al camposcuola e non a casa? Perché Giacomo scrive in stampatello sui fogli senza righe e in corsivo su quelli a righe?
Non è affatto cattiva volontà, al contrario, si tratta di essere costretti a imparare un nuovo sistema di regole per ogni distinta situazione.
Strategie e consigli per spiegare la diagnosi di Spettro autistico alla persona
Se il bambino è pronto a fare la domanda è anche pronto a sentire la risposta a quella domanda! In generale non è un buon momento per parlare della diagnosi fintanto che non sei in grado di spiegare la condizione in modo positivo e propositivo e fintanto che non hai sufficiente dimestichezza da poter rispondere alle domande che ti saranno poste o sapere dove cercare le informazioni necessarie.
Gli devo dire che è Asperger?
Dedicato ai fratelli
I fratelli e le sorelle di un soggetto con autismo hanno bisogno di informazioni chiare ed esaustive: affrontano la neurodiversità ogni giorno e indubbiamente si pongono interrogativi al riguardo, anche quando non li esprimono apertamente. A volte hanno idee distorte sull’autismo, ad esempio pensano che con il tempo passerà o che il fratello/sorella con autismo si comporta deliberatamente in modo fastidioso.
La ricerca e l’esperienza hanno dimostrato che i fratelli beneficiano dall’avere uno spazio a loro dedicato per
- meglio comprendere il significato del comportamento del fratello/sorella con autismo
- esprimere le proprie emozioni riguardo al fatto di avere un fratello/sorella con autismo
- essere aiutati a spiegare agli altri (amici, compagni, estranei) l’autismo del loro fratello/sorella
Dedicato alla neurodiversità
Training di abilità sociali basati sul miglioramento della Teoria della Mente
Il quadro “Il baro con l’asso di quadri” di Georges de la Tour è molto conosciuto nel mondo dell’autismo.
La Teoria della Mente in un dipinto?
Uta Frith l’ha utilizzato per illustrare il concetto di “Teoria della Mente”, che ha formulato per spiegare le difficoltà incontrate dallo persone con autismo.
La Teoria della Mente consiste nella capacità di capire e interpretare gli stati interiori degli altri, quali sentimenti, idee, pensieri, intenzioni, etc.
Avendo uno stile di pensiero “a dettagli” le persone autistiche hanno particolari difficoltà nel comprendere le situazioni sociali. Persino Temple Grandin afferma di sentirsi come “un antropologo su Marte” quando si deve confrontare con molte persone in situazioni sociali. L’interazione sociale è definita come dei “simboli astratti in continuo movimento”.
Su quale dettaglio esterno ci si può basare per capire una situazione sociale complessa?
Nel dipinto notiamo subito l’espressione degli occhi delle donne in centro. Stanno barando. Ma come lo spieghiamo a un bambino autistico? Da quale dettaglio degli occhi deduciamo che imbrogliano? È più facile mostrargli la carta nascosta dietro la schiena del giocatore in primo piano a sinistra; ma poi lui pensa che imbrogliare significa nascondere le carte dietro la schiena. Dovremmo tornare al nostro archivio e aggiungere una voce al termine “inganno”, tuttavia esistono talmente tanti modi di ingannare qualcuno che non possiamo prevedere tutte le eventualità.
Se capissimo le enormi difficoltà che gli autistici hanno nell’interpretazione dei comportamenti sociali, non troveremmo così sorprendente il fatto che molti adottano un comportamento che imita pedissequamente i comportamenti altrui, quasi facendovi eco.
Psicoterapia in età adolescenziale-adulta in casi di diagnosi complesse e comorbidità con disturbi psicopatologici
La mancanza di diagnosi nell’adulto è un problema diffuso. Si va appunto dal non riconoscimento di autismo a diagnosi errate quali fobia sociale, disturbo ossessivo- compulsivo o disturbi di personalità.
Mentre l’autismo ad alto funzionamento (HFA) parte da un livello più basso ma tende a evolvere positivamente perché in genere riconosciuto e seguito, la sindrome di Asperger (AS) è più spesso non riconosciuta in età evolutiva e facilmente evolve in disturbi depressivi e d’ansia, disturbi di personalità̀ ed esordi psicotici.
Si può assistere ad un’evoluzione schizoide con assenza di interessi di interazione o un’evoluzione evitante con difficoltà elevate di inserimento lavorativo e sociale.