Volete fare felice un bambino autistico per il suo compleanno? Invitate UN suo amico fidato a giocare.
UNO. Iniziate da uno. Due, all’inizio – e a volte anche alla fine – sono troppi.
“Ma io vorrei vedere tanti suoi amici fargli compagnia…”: questo è, spesso, il pensiero delle mamme e dei papà. Lo comprendo: l’ho studiato e razionalmente lo comprendo. Ma questo è un pensiero neurotipico, che deriva dalla capacità innata di gestire contemporaneamente molte situazioni sociali che le persone non autistiche possiedono.
Le persone autistiche questa naturale predisposizione alla gestione sociale non la possiedono. L’energia richiesta è troppo alta, lo stimolo di più persone può essere sfinente, e il momento che dovrebbe rappresentare una scheggia di felicità, si trasforma in un tour de force nel tentativo disperato di uscirne indenni (o poco ammaccati).
Il concetto di felicità autistica penso sia molto molto diverso dal concetto di felicità neurotipica: le persone autistiche sono felici con “meno”, quelle neurotipiche con “più”. C’è chi dice che le persone autistiche non si accontentano mai, ma non è vero: hanno bisogno di pochissime cose, ma molto precise. Potremmo dire che le persone autistiche sono più ecologiche: penso sia una bella frase, di questi tempi.
Una festa si può fare in due. E può essere bellissima così. E a chi dice che non è vero, propongo questa soluzione: a San Valentino, uscite in tre (lui, lei, l’altra), poi mi raccontate. E come nell’amore, non c’entra nemmeno l’età: nell’#autismo, spesso, ci si lega a persone o molto più “grandi” o molto più “piccole”, perché il rapporto di parità può essere troppo complesso. Ma l’amicizia ha una età?
Se siete genitori, docenti, educatori di un bambino autistico, osservate i suoi rapporti sociali, individuate l’amichetto o l’amichetta, e lasciateglielo accanto. E se siete docenti, perdiana non incominciate a dire “Ma io li mescolo, perché così fanno amicizia prima…”: non funziona così, per le persone autistiche, per non parlare del fatto che si mescola il minestrone, e non le persone.
Prof Stabilini Simone
Docente di Tecnologie dell’istruzione nell’autismo,
Corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria;
Docente di Didattica nei disturbi relazionali,
Corso di Abilitazione al Sostegno – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano;
Ricercatore e Formatore Centro Ricerche e Studi sulla Disabilità e la Marginalità CeDisMa.