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Due persone che interagiscono fra loro creano un terzo mondo nuovo che è il mondo della loro interazione.

In ogni rapporto fin dall’inizio ci sono sempre due variabili che hanno un andamento completamente diverso: passionalità e legame.

La prima è quella che potremmo chiamare la variabile di emotività, la passionalità, che in genere è massima come intensità nelle fasi iniziali di un attaccamento. All’inizio di un rapporto, al punto zero, questa è la variabile che ha il valore massimo, ed è quella che serve ai due per il processo di selezione reciproca.

La variabile che chiamiamo legame, il nuovo terzo mondo, all’inizio è quasi inesistente. Nel tempo a mano a mano che il rapporto si stabilizza, la passionalità decresce fino a stabilizzarsi su dei valori appropriati al tipo di coppia, al tipo di “accordo” che i due hanno stabilito, al tipo di emotività personali. La variabile legame tende progressivamente ad aumentare e a stabilizzarsi in una forma che si potrebbe dire leggermente superiore all’altra, tant’è che quando le coppie hanno problemi di separazione, il problema non è la variabile emotiva, anzi generalmente quella è il punto su cui hanno le idee più chiare.

Il problema è che c’è un mondo che la loro interazione ha creato, che è indipendente da loro ma che in parte è il loro mondo. La difficoltà non sta unicamente nella separazione dal partner, riguarda soprattutto il distaccarsi dall’universo condiviso con il partner. Quell’universo entra a far parte dell’identità di ognuno dei due ed è difficile da cambiare, continua a far parte dell’identità di ognuno anche se le emozioni, il senso di attrazione fisica-emotiva è rivolta ad altre persone.

Lucia Scalco

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