Le manifestazioni di disagio infantile sono legate contemporaneamente a più fattori: ad aspetti genetici, costituzionali, temperamentali presenti alla nascita, ad eventi critici di vita e infine, fattore di grande rilievo, alla funzione genitoriale che comprende competenze di tipo educativo e competenze affettive.
Da questo punto di vista i sintomi rappresentano delle strategie relazionali volte a mantenere lo stato di relazione (presenza, attenzione, contatto fisico, comunicazione) anche se attraverso segnali non adeguati e apparentemente incomprensibili.
Nei momenti in cui il bambino avverte una minaccia alla vicinanza con la sua figura di attaccamento manifesta delle problematiche che in base al suo itinerario di sviluppo esprimerà verso l’esterno (area comportamentale) o verso l’interno (area emotiva e corporea).
Secondo l’approccio esplicativo i genitori sono i massimi esperti del bambino e lavorano insieme al terapeuta per comprendere il significato affettivo del comportamento del figlio all’interno della loro specifica relazione d’attaccamento per poter essere in grado di variare le proprie risposte